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Regressioni del sonno, cosa fare con un bambino di 2 anni

Qualunque neo genitore può dire quanto sia difficile affrontare l’argomento “sonno” quando si hanno i bambini. Le “regressioni del sonno” di cui sto leggendo tantissimo avvengono in varie fasi della crescita dei bambini come ogni età ha una fase diversa per il mangiare o le altre abitudini. Quindi bisogna evolversi insieme al bambino e cercare di capire cosa sia meglio per lui/lei.

Mi sto documentando sulle regressioni del sonno perchè pochi giorni fa su una storia di instagram mi lamentavo del mio piccolo di quasi 2 anni che ormai non riesce più a dormire da solo. Eravamo così fieri che fin da piccolissimo si addormentava tranquillo e dai 6 mesi rimaneva a dormire solo nella sua camera. Sono stata tra le fortunelle che non hanno subito le notti in bianco.

Ma ahimè da questi inverno è cambiato tutto! All’inizio era stato sicuramente il fastidio per i denti, e quindi per tranquillizzarlo lo portavo nel letto con noi. Ora invece penso sia ansia da separazione molto forte.

Ho notato quanto si sia attaccato a me, penso valga per tutti, ma non pensavo fino a questo punto.

In tanti mi suggeriscono di lasciarlo piangere, che poi la smette, ma a parte che non ci riesco e poi non vorrei creare problemi col vicinato.

Cosa sono le regressioni del sonno?

Sono momenti nelle varie fasi di crescita dei bambini da 0 a 3 anni in cui la routine del sonno cambia improvvisamente. Le regressioni del sonno sono più comuni in queste fasce di età: 4 mesi, 8 mesi, 12 mesi, 2 anni.

Mi soffermo a parlare della fascia dei 2 anni, proprio quella che sto vivendo maggiormente e si può notare che il bambino di sera è più irritabile, ha frequenti risvegli notturni, i riposi pomeridiani potrebbero essere più brevi o si potrebbero rifiutare di farli, hanno bisogno di coccole.

Ed è in questa età in cui il loro carattere esce fuori, vogliono indipendenza, vogliono avere ragione e ci spingono al limite per vedere fin dove possono arrivare.

L’ideale è creare una routine prenanna. Io sono d’accordo in parte, perchè non vorrei limitarmi nelle uscite o pormi problemi se ci sono persone ospiti in casa. In quei casi la routine non può essere seguita alla lettera.

Comunque creare la giusta atmosfera è fondamentale per fargli capire che è il momento della nanna. Noi ad esempio abbassiamo le luci, gli facciamo mettere il pigiama e lavare i denti. Dopodichè ci rilassiamo sul divano. Spero nella casa nuova (abbiamo il trasloco a breve) di imporgli una routine più fissa, facendo tutte queste cose direttamente nella sua cameretta.

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