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Fase 2: senza scuole, servono aiuti seri per chi torna a lavoro

Sappiamo tutti dell’arrivo della tanto agognata “fase 2” post quarantena.

Ma in tutto questo la “fase 2” sta pensando ai più piccoli? Pensano che sia normale e senza conseguenze, averli sottratti alla loro quotidianità? Pensano che non ci siano conseguenze il dover stare in casa forzatamente e veramente solo e soltanto tra 4 mura domestiche, perchè senza spazi all’esterno?

Io ci penso e come me, tantissime mamme in crisi tra compiti a casa, smartworking, faccende e i capricci giornalieri dei figli da 0 a 18 anni!

Comunque all’atto pratico riapriranno i parchi pubblici, aziende, e uffici. Questo tutto bello per ripartire e ricominciare la vita di prima, ma i nostri ragazzi? Come fanno se lavorano entrambi i genitori?

Perchè ricordiamoci le scuole sono chiuse fino a settembre (o di più?).

Nel 53% delle famiglie entrambi i genitori dovranno tornare in ufficio o in fabbrica, e chiedono indicazioni su cosa fare e a chi affidare i propri figli, visto che scuole e ludoteche sono chiuse. E i nonni sono “sconsigliati”. Le associazioni: “Bonus baby sitter? L’unica strada per molti, ma insufficiente e senza un preciso protocollo sanitario”. Roma e Milano pensano a centri estivi e summer school

da Ilfattoqutidiano.it

Gli aiuti fin’ora alle famiglie

Abbiamo il congedo parentale di 15 giorni al 50% dello stipendio (per genitori lavoratori con figli fino a 12 anni) che dovrebbero raddoppiare nella fase 2 e, in alternativa, del bonus babysitter da 600 euro (chiesto finora da 40mila famiglie). Dovrebbe arrivare nel prossimo decreto un assegno, da aprile a dicembre, per chi ha figli fino a 14 anni (varia col reddito).

La presidente dell’Associazione genitori italiani, Rosaria D’Anna. “Non si possono aprire fabbriche e uffici senza prevedere un cammino parallelo, anche se a step, per le scuole – aggiunge – perché le famiglie sono il vero motore dell’Italia e perché anche la formazione scolastica sta andando avanti tra mille difficoltà, soprattutto grazie all’impegno dei genitori”.

E’ partita una proposta con hashtag#PrimalaScuola dalla piattafroma Avaaz, finalizzata alla riapertura dalla fase 2 per “i servizi educativi facoltativi alla prima infanzia, nidi e materne e scuole primarie, eventualmente con gradualità (dando precedenza alle prime classi)”.

Sarà possibile? La nostra classe politica penserà ai loro futuri uomini e donne di questo Paese? Perchè questo rappresentano i nostri figli, il futuro di un Paese.

Si sta anche pensando all’arrivo con l’estate per sostenere i genitori di aprire campi estivi o summer school per intrattenere i bambini e i ragazzi durante le ore di lavoro dei genitori.

Tutto l’opposto succede nei Paesi Europei, riaprono le scuole in Francia dall’11 maggio, la Danimarca ha già riaperto, è stata la prima, in Germania solo i figli dei lavoratori delle categorie di medici, poliziotti, operai, cassieri….

Mi pare sensato e sicuro prima pensare alla salute ovviamente, il metodo italiano, sta pensando prima a questo. Ma non si possono lasciare a se stesse le famiglie, che sono il cuore di questo Paese.

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