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Congedi parentali: cosa cambia con la legge 2019 e bonus asilo

Ciao a tutti, eccoci oggi a parlare di un argomento che sta molto a cuore alle mamme e ai papà.

Parliamo di congedi parentali.

“Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e il puerperio”

L’astensione dal lavoro spetta ovviamente anche ai papà  (congedo di paternità)

Cosa cambia oggi sulla nuova legge di bilancio 2019?

Per i papà il congedo previsto era di 4 giorni, oggi con la nuova legge ne aggiungono un quinto. Inoltre, il lavoratore ha la possibilità di fruire di un ulteriore giorno di congedo, in sostituzione di una giornata di congedo obbligatorio della madre. Il congedo obbligatorio del padre deve essere fruito entro 5 mesi dalla nascita del figlio anche in via non continuativa.

Quasi tutte le mamme lavoratrici spesso utilizzano i cinque mesi obbligatori (2 prima del termine della gravidanza ) più i 3 post partum pagati all’80%, aggiungendo i sei di congedo parentale, esauriscono  in questo modo i mesi retribuiti al 30%.

Con questo tipo di astensione se un padre volesse prendere il congedo non avrebbe un euro di retribuzione. Ecco perché i papàche prendono il congedo parentale sono una piccola minoranza, anche se ultimamente c’è un leggero cambiamento di rotta.

Con la nuova legge ora le donne possono scegliere se lavorare fino al 9 mese di gravidanza invece che terminare al 7 e utilizzare l’astensione di 5 mesi  tutti insieme nel post partum.

Questa scelta rimane comunque subordinata all’attestazione del medico della gestante e che il posto di lavoro non sia di quelli a rischio.

Ricordiamo inoltre che l’art. 20 del Testo unico delle leggi sulla maternità già da tempo prevede la “flessibilità del congedo di maternità”, riconoscendo la facoltà della lavoratrice “di astenersi dal lavoro a partire dal mese precedente la data del parto e nei 4 mesi successivi al parto”.

Con la nuova legge non si va ad eliminare la prima opzione e cioè di astensione 2 mesi prima del parto e 3 nel post, si può scegliere la migliore soluzione a seconda della situazione personale. Inoltre diversi studi stanno rivalutando l’importanza della presenza del papà nella routine famigliare.

 

E voi cosa ne pensate della nuova legge? Fatemelo sapere commentando qui sotto.

 

 

 

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